﻿{"id":40,"date":"2023-04-03T20:55:02","date_gmt":"2023-04-03T18:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/istitutobuenosaires.esteri.it\/?page_id=40"},"modified":"2023-06-29T14:16:14","modified_gmt":"2023-06-29T11:16:14","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicmosca.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La sede dell\u2019IIC si trova in Malyj Kozlovskij pereulok 4, in uno stabile appositamente acquistato e interamente trasformato all\u2019interno per renderlo adatto a ospitare i suoi uffici. L\u2019IIC vi si \u00e8 trasferito nel marzo 2001 lasciando i locali dell\u2019Ambasciata, in cui era stato collocato al momento della sua costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Storia: l\u2019edificio nel contesto dell\u2019opera di Lev Keku\u0161ev<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificio di Malyj Kozlovskij 4 \u00e8 stato realizzato tra il 1890 e il 1893 ed \u00e8 opera dell\u2019architetto Lev Keku\u0161ev (1862-1917) che lo costru\u00ec su commissione di A.I Obuchova, moglie di un mercante, come sua residenza personale in una zona che si veniva in quegli anni rinnovando dal punto di vista urbanistico e architettonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La residenza di A.I Obuchova \u00e8 uno dei primi progetti che portano la firma dell\u2019architetto che sarebbe successivamente diventato uno dei protagonisti indiscussi del liberty moscovita. Dopo aver prestato per alcuni anni la sua opera come architetto della citt\u00e0 di Mosca (1893-1898), Keku\u0161ev si occup\u00f2 prevalentemente di architettura privata, costruendo a Mosca almeno sei decine di edifici. Molti di questi sono purtroppo andati perduti, ma diversi esempi di progetti del periodo pi\u00f9 maturo si possono ancora trovare nel centro di mosca (tra cui due residenze private in via Osto\u017eenka, al n. 21 e 24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificio a due piani in cui \u00e8 situato l\u2019Istituto Italiano di Cultura \u00e8 ancora distante dai lavori della maturit\u00e0 di Keku\u0161ev, ma in esso si possono gi\u00e0 intravedere i tratti caratteristici del suo stile personale. Pur inserendosi nella tendenza del tempo, dominata dall\u2019eclettismo stilistico, Keku\u0161ev riusc\u00ec a sviluppare un linguaggio architettonico personale. Con la sua variante moscovita dello stile liberty, Keku\u0161ev anticipava largamente molte delle tendenze stilistiche del primo Novecento, offrendo soluzioni architettoniche caratterizzate da un forte legame con le tradizioni storiche locali e sottolineando la continuit\u00e0 del liberty con il precedente sviluppo dell\u2019architettura locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspetto esterno della residenza di A.I Obuchova \u00e8 semplice ed elegante, in sintonia con il linguaggio architettonico del tardo eclettismo, che interpretava in chiave rinascimentale forme di provenienza assai eterogenea. In questo progetto Keku\u0161ev ha concentrato l\u2019attenzione sulla plasticit\u00e0 della facciata, che presenta un potente effetto di chiaroscuro dato dall\u2019uso di un bugnato a sbalzo molto rilevato. Tale articolazione \u00e8 ribadita anche da tre grandi marcapiano orizzontali: quello sopra il basamento, quello tra i piani e il cornicione. Per le finestre Keku\u0161ev ha invece utilizzato un procedimento destinato a diventare uno dei suoi preferiti: ha \u201caffondato\u201d le finestre in nicchie poco profonde, collocando gli infissi a una profondit\u00e0 un po\u2019 maggiore del consueto. Degli elementi ornamentali della facciata principale si sono conservate anche delle mensole decorate sotto il marcapiano posto sopra le tre finestre del piano terra. Tutti questi elementi stilistici hanno arricchito la facciata con ulteriori effetti di chiaroscuro, conferendole un effetto visivo di grande armonia: negli anni della sua costruzione, l\u2019edificio spiccava per la sua semplicit\u00e0 ed eleganza, presentando al contempo i tratti tipici dell\u2019architettura moscovita tradizionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1917 l\u2019edificio venne venduto a S.I. D\u017eamgarov. Avrebbe dovuto essere soprelevato di un piano e in parte modificato, cosa che non fu fatta e l\u2019edificio ha conservato pressoch\u00e9 inalterato il suo aspetto originario. Dopo essere stato acquistato dallo stato Italiano, l\u2019edificio ha subito un processo di ammodernamento interno e attualmente ospita l\u2019Istituto Italiano di Cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Spazi interni e contesto<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La superficie interna dell\u2019edificio \u00e8 pari a 464 mq. La sua pianta \u00e8 formata da un primo corpo pressoch\u00e9 quadrato, che si affaccia sul Malyj Kozlovskij pereulok; nella parte posteriore si aggiunge un corpo rettangolare, e a seguire un corpo trapezoidale, che costituisce un\u2019altra propriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al suo interno, al piano terra si trovano la portineria, una sala conferenze da 60 posti, dotata di microfono, amplificatore, proiettore (v. scheda tecncia), un ufficio adatto a svolgere servizio di informazione per gli utenti e a fungere da segreteria per gli studenti dei corsi di lingua italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I piani superiori sono riservati alla biblioteca, di recente aggiornata, agli uffici del Direttore e del personale. Vi si trova anche un\u2019aula attrezzata con lavagna elettronica per le lezioni di lingua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contesto di cui fa parte l\u2019edificio, il quartiere Basmannyj, situato nel Distretto centrale della citt\u00e0, \u00e8 un quartiere brulicante di attivit\u00e0, ben conosciuto a Mosca per la presenza di teatri, di istituzioni culturali ed esercizi commerciali. Non lontano si trova il giardino di \u010cistye Prudy con un piccolo specchio d&#8217;acqua, luogo di ritrovo della cittadinanza. Si tratta di una zona residenziale ed elegante, con palazzi storici e aree verdi, collocata tra la prima circonvallazione della citt\u00e0, l\u2019Anello dei Boulevards, e la seconda, l\u2019Anello dei Giardini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/iicmosca.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/scheda_tecnica_compressed.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Dotazioni tecniche della sede<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fonti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/iicmosca.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ITAL-primo-link-il_contributo_di_l._n._kekusev_.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>M.V. Na\u0161\u010dokina, \u201cVklad L.N. Keku\u0161eva v razvitie architektury Moskvy\u201d, in Lev Keku\u0161ev. Architekturnoe nasledie Moskvy, Mosca, Vega, 2012, pp. 8-10<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/iicmosca.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/ITAL-2-link-articolo_obuchova.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>M.V. Na\u0161\u010dokina, \u201cOsobnajk A.I. Obuchovoj, 1890-1893\u201d, in M.V. Na\u0161\u010dokina, Lev Keku\u0161ev. Architekturnoe nasledie Moskvy, Mosca, Vega, 2012, pp. 36-42.<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La sede dell\u2019IIC si trova in Malyj Kozlovskij pereulok 4, in uno stabile appositamente acquistato e interamente trasformato all\u2019interno per renderlo adatto a ospitare i suoi uffici. L\u2019IIC vi si \u00e8 trasferito nel marzo 2001 lasciando i locali dell\u2019Ambasciata, in cui era stato collocato al momento della sua costituzione. 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