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Storia

 

Storia

L’attuale rete degli Istituti Italiani di Cultura trova la sua origine nella Legge n. 2179 del 19 dicembre 1926 (lo stesso anno in cui sono stati creati gli Istituti per il commercio estero). Gli Istituti di Cultura Italiana all’Estero, questa la loro prima denominazione, nascevano con l’intento ufficiale di promuovere la diffusione della cultura italiana e di sviluppare relazioni intellettuali con i paesi stranieri. Oltre a questo compito generale, il provvedimento del 1926 prescriveva loro di realizzare corsi di lingua, lezioni e conferenze, e di stimolare la pubblicazione di studi sulla storia, il pensiero e l’arte italiani, con l’obiettivo primario di preservare l’identità culturale delle comunità italiane all’estero e di alimentare i loro legami con la cultura d’origine.

La rete degli Istituti aperti negli anni Trenta e Quaranta era ancora piuttosto limitata e annoverava una dozzina di sedi. La maggior parte degli Istituti Italiani di Cultura, come vennero ridenominati, fu aperta dopo la Seconda guerra mondiale nelle capitali e nelle principali città degli Stati con i quali l’Italia repubblicana aveva stabilito relazioni diplomatiche, con lo scopo di consolidare i rapporti e stimolare il dialogo affiancando all’azione diplomatica vera e propria la creazione di una rete di scambi con gli ambienti culturali dei vari paesi. Circa trenta nuovi istituti vengono aperti nel dopoguerra e negli anni Cinquanta. Successivamente il numero degli Istituti è venuto sempre aumentando, decennio dopo decennio, fino a raggiungere l’attuale numero di 83, di cui circa 40 in Europa (UE ed extra UE).

La normativa che regolamenta il funzionamento degli Istituti ha subito successive trasformazioni fino a trovare una formulazione definitiva nella legge 401 del 1990, che precisa in tal modo la loro destinazione:

Art. 8. (Funzioni degli Istituti)
1. [...] gli Istituti, in particolare:
a) stabiliscono contatti con istituzioni, enti e personalità del mondo culturale e scientifico del paese ospitante a favoriscono le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura e della realtà italiane o comunque finalizzati alla collaborazione culturale e scientifica;
b) forniscono la documentazione e l’informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni;
c) promuovono iniziative, manifestazioni culturali e mostre;
d) sostengono iniziative per lo sviluppo culturale delle comunità italiane all'estero, per favorire sia la loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria d’origine;
e) assicurano collaborazione a studiosi e studenti italiani nella loro attività di ricerca e di studio all’estero;
f) promuovono e favoriscono iniziative per la diffusione della lingua italiana all’estero, avvalendosi anche della collaborazione dei lettori d’italiano presso le università del paese ospitante, e delle università italiane che svolgono specifiche attività didattiche e scientifiche connesse con le finalità
del presente articolo.

L’Istituto Italiano di Cultura di Mosca è stato fondato nel 1986, nel periodo in cui il presidente dell’Unione Sovietica era Michail Gorbačëv e l’Ambasciatore d’Italia a Mosca era Sergio Romano. Inizialmente l’Istituto era ubicato in uno degli edifici che si trovano nel territorio dell’Ambasciata, situata in Denežnyj pereulok 5 (allora ulitsa Vesnina). Dal marzo del 2001 l’Istituto si è trasferito nella sede di Malyj Kozlovskij pereulok 4.

I Direttori dell’Istituto:

  • Vito Grasso (1986-1991)
  • Vittorio Strada (1992-1996)
  • Alessandra Latour (1997-1999)
  • Maria G. Doria de Zuliani (2000-2002)
  • Angela Carpifave (2003-2004)
  • Renzo Mario Rosso (2005-2006)
  • Alberto Di Mauro (2006-2010)
  • Adriano Dell’Asta (2010-2014)
  • Olga Strada (2015-2019)
  • Luigina Peddi (2019-2020)
  • Daniela Rizzi (dal 2020)

 


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